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	<title>Gregorio Samsa &#187; Flashart</title>
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		<title>Flashart</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 14:41:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mostra a Palazzo San Liborio, Torino. 06 Novembre 2011 &#160; La parola che meglio si cuce addosso a Gregorio Samsa è ambivalenza. Ossia, la coesistenza di due elementi antitetici nello stesso individuo. Questa sensazione non è dovuta soltanto al suo nome &#8211; curiosamente affine a quello del celebre protagonista delle Metamorfosi &#8211; piuttosto a ciò [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Mostra a Palazzo San Liborio, Torino.</h2>
<p>06 Novembre 2011</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La parola che meglio si cuce addosso a Gregorio Samsa è ambivalenza. Ossia, la coesistenza di due elementi antitetici nello stesso individuo. Questa sensazione non è dovuta soltanto al suo nome &#8211; curiosamente affine a quello del celebre protagonista delle Metamorfosi &#8211; piuttosto a ciò che si percepisce del lavoro. Che è nato per essere vissuto su due piattaforme: il web e la realtà.</p>
<p>Entrambe le dimensioni rappresentano l&#8217;universo di Eric, un individuo misterioso dai tratti ossessivi. Tutto ruota intorno alla sua figura inquietante &#8211; camicia bianca e pantaloni scuri con bretelle, volto coperto da maschera da scherma nera &#8211; che subito s&#8217;imprime bellamente, come un caro amico o un serial killer.</p>
<p>L&#8217;allestimento della mostra, ospitata in un appartamento nel centro di Torino, e curata da Adriana Polveroni, richiama una dimensione domestica, in cui tutto, però, ha un clima gelido e inquietante. Soprattutto nella prima sala, dove alcune valigette di pelle nera sono esposte su piccole mensole. Proseguendo s&#8217;incontra Eric: al centro di una stanza con degli arazzi appesi, si erge come un monolito. Il viso, dai tratti primordiali, è rivolto in alto e ritorna non sol negli arazzi, ma anche nel video e nelle pitture. E poi sul web, dove tutti gli aspetti della realtà sono amplificati. ciò che era inanimato prende vita, facendosi più algido e minaccioso.</p>
<p>G. F. Sassone</p>
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