Gregorio Samsa

artist portfolio

The Paris International Exposition, 1937
Video 1937
'The Paris International Exposition, 1937', 2015

Original documentary film modified, 19’ 52”

“The Paris International Exposition, 1937” is an original movie filmed by an amatorial filmmaker recovered in Internet and reworked in post-production to simulate the participation in the Paris Expo in 1937. Using shooting techniques consistent with those of the time, four short video recordings (from minute 05:25 to 06:05) were created and inserted into the video to show, during the inauguration day, the artist Pavilion alongside the other buildings. The video puts special emphasis on the impressive and spectacular architectures through which the various States expressed their own political ideologies. Through them, in fact, it is already possible to see signs of that aggressivity exploded a year later in the bloodiest war of the century. In dialog with them, the artist's Pavilion titled “Noi Siamo Lucido” - “syntactic crasis” which expresses a plurality resolved within a single element - recovers the structure typical of the great towers of antiquity to define a sacred place. On the top of the Ziggurat, in the point where celestial phenomena were scrutinized, the artist places the central hall of the building, whose architecture is the three-dimensional transfiguration of the own Self-portrait. The “Noi Siamo Lucido” Pavillion stands as an apolitical and universal place, to define a 'State of being' that transcends any nationalism to found his own identity on dialogue.
“The Paris International Exposition, 1937” è un filmato originale dell’epoca recuperato in internet e poi rielaborato in post produzione per simulare la partecipazione dell’artista all’Expo di Parigi del 1937. Utilizzando tecniche di ripresa coerenti con quelle dell’epoca, sono stati creati e inseriti nel video quattro brevi contributi (dal minuto 05:25 no al 06:05) che mostrano il padiglione dell’artista accanto agli altri padiglioni nazionali. Il video offre prevalentemente uno sguardo sulle imponenti e scenografiche architetture attraverso le quali i vari Stati espressero le proprie ideologie politiche. Attraverso di esse, infatti, è già possibile vedere i segni di quella aggressività che sarebbe esplosa un anno più tardi nella guerra più sanguinosa del secolo. In dialogo con esse, il padiglione dello stato dell’artista, intitolato “Noi Siamo Lucido” - crasi sintattica che esprime la pluralità risolta in un unico elemento - recupera la struttura tipica delle grandi torri dell’antichità per definire un luogo sacro. Sulla sommità della Ziqqurat, nel punto dove venivano scrutati i fenomeni celesti, l'artista colloca la sala centrale dell’edificio, la cui architettura è la trasfigurazione tridimensionale del proprio autoritratto. Il Padiglione “Noi Siamo Lucido” si pone quindi come un luogo apolitico e universale, per definire uno 'Stato dell'Essere' che trascenda ogni nazionalismo per fondare la propria identità sul dialogo.
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