L'immagine è stata realizzata simulando lo stile delle fotografie colorate realizzate da Gorsky Freres e raccolte nell' Album fotografico ufficiale edito come il reportage della “Exposition Internationale des Arts et Techniques dans la Vie Moderne” tenutasi a Parigi nel 1937. L'album offre una carrellata sulle principali e spettacolari architetture che caratterizzarono quell'evento. Tutti i paesi intervennero con i loro migliori architetti. Più che una fiera classica, questo evento è stato caratterizzato dalle architetture imponenti e dominanti attraverso le quali è possibile leggere le ideologie politiche espresse da ogni nazione. L'artista, simulando la sua partecipazione a questo evento, ha esplicitamente scelto di utilizzare il linguaggio dell'architettura per creare una netta distanza rispetto a queste ideologie. Scegliendo una struttura che vagamente ricorda le Ziqqurat Mesopotamiche, ha voluto creare un luogo sacro e apolitico su cui innestare la stanza della “visione”, ossia il proprio autoritratto trasfigurato come edificio.