Gregorio Samsa

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By admin / Exibart

Exibart – Where is Abel?

30

giugno

GREGORIO SAMSA, WHERE IS ABEL? ALBUMARTE, ROMA

08 giugno 2015

 

Where is Abel?
Caino è il primo omicida della storia, Abele la prima vittima sacrificale. Due fratelli che diventano l’esempio di un’esperienza primigenia, che non restano un episodio isolato, ma gettano il seme per una serie di episodi ciclicamente ripetuti.
Dov’è Abele, oggi?
Dopo una serie di lavori che si erano caratterizzati per una presenza nell’assenza, il duo di artisti Gregorio Samsa torna a confrontarsi con la questione dell’autorialità, manipolando materiali d’archivio storici, inserendosi nel corso dei tempi, riflettendo sul legame tra tempi passati e presenti.

Where is Abel?
Parigi, 25 maggio 1937.
Una camera riprende il Lungosenna, il chiarore del sole riflesso sul fiume, un bateau mouche che accompagna le persone a bordo verso le principali strutture create per l’Esposizione Universale. Ogni nazione ha la possibilità di sfruttare un edificio per trasmettere un messaggio, un’architettura per veicolare un significato. Negli anni antecedenti lo scoppio della Seconda Guerra mondiale, Parigi vive il clima di tensione di una miccia che sta per esplodere. Tra le rappresentanze nazionali, spicca la struttura poco attraente, simile a una ziggurat mesopotamica, del Padiglione dello Stato dell’artista Noi siamo Lucido. Un nome che svela la duale identità di Gregorio Samsa, un nome che svela un programma d’azione: tornare nel passato, intervenire sulle sue tracce storiche e farlo portando la lucidità dell’essere che l’artista porta nel mondo, come se il suo ruolo possa essere in grado di fermare il corso delle cose, portando lucidità laddove l’essere umano non è in grado di opporre resistenza. A fare da stemma alla costruzione, inserita di soppiatto nella scrittura della storia, una stella nera a otto punte. Un buco nero, uno sparo? Il proiettile buca il velo della realtà, le fase apparenze, portandosi dietro un’ondata di consapevolezza.

Roma, 8 giugno 2015
Quasi cento anni dopo allo spettatore è permesso di rivivere – o vivere per la prima volta? – l’esperienza di quel Padiglione del lontano 1937. Strizzando un occhio alla Biennale di Venezia, da poco inaugurata, gli artisti trasformano lo spazio di AlbumArte in un padiglione mai realmente esistito, dove la presenza di resti – la guida ufficiale dell’Esposizione del 1937, il neon che riporta il nome Noi siamo Lucido, un video grazie al quale è possibile rivedere la Parigi di quel 25 maggio – lascia nell’empasse fra realtà e finzione. Una grande tela dal titolo Where is Abel?, accompagnata dalla colonna sonora malinconica di Per un pugno di dollari di Sergio Leone, porta i segni della violenza: fra le forme geometriche, già diverse volte presenti nel lavoro dei due artisti, sul fondo rosso appare la testa di Abele, rimasto ucciso. La musica continua a suonare in sottofondo, lasciando lo spettatore in solitaria riflessione.
Una violenza che rimbalza dal passato al presente, a domandarsi – pur conoscendone le risposte – dove sia Caino, oggi.

Alessandra Cardarelli

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