Gregorio Samsa

artist portfolio

1st Biennal Exhibition
2014 July 10th - 18th
Milano
About.
VS#1 is the 1st Biennial Exhibition of the “Viaggiare Sicuri” project. A night event presented for the first time the traveler box and its content beside the photographic material collected in the first two years of travels. For this occasion, the 30 archival images were printed as postcards and arranged in two exhibitors available for visitors to be taken away. From 11th to 18th July was followed a “Nomadic exhibition” in the shops of Via Lazzaro Palazzi, the road known as the epicenter of the Eritrean community in Milan. Bars, restaurants and small shops have adopted the exhibitors with postcards to give to their customers.
VS#1 è la prima mostra a cadenza Biennale del progetto “Viaggiare Sicuri“. Un evento serale ha presentato per la prima volta al pubblico la scatola viaggiatrice e il suo contenuto, accanto al materiale fotografico raccolto nei primi due anni di viaggi. Per l'occasione le 30 immagini d'archivio sono state stampate come cartoline e esposte in due espositori a disposizione dei visitatori per essere portate via. Dall'11 al 18 luglio è seguita una “mostra nomade“ nei negozi di Via Lazzaro Palazzi, la strada conosciuta per essere l'epicentro della comunità eritrea di Milano. Bar, ristoranti e piccoli negozi hanno adottato gli espositori con le cartoline da dare ai loro clienti.
VS 1 - One Night Event
One Night Show
Nomad exhibition
Nomad exhibition
One Night Show.
Via Lazzaro Palazzi, 9 - Milano.

Vegapunk.

2014 July 10th
vs1_0
Nomad Exhibition.
Via Lazzaro Palazzi, Milano.

Different locations.

2014 July 11/18
Nomad exhibition
VIAGGIARE SICURI
1st Biennal Exhibition
Vegapunk è lieta di presentare VS#1, il primo appuntamento espositivo a cadenza biennale del progetto “Viaggiare Sicuri” dell’artista Gregorio Samsa. “Viaggiare Sicuri” è un progetto itinerante avviato nel 2012 e basato sull’autoritratto dell’artista, concepito come un’opera relazionale. Il cuore del progetto è costituito da una robusta scatola da viaggio pensata per essere spedita in tutto il mondo come un pacco postale, secondo la modalità di andata e ritorno. Il box ligneo contiene una cornice antica con l’autoritratto dell’artista ed un tabellone pieghevole in cui sono indicate le istruzioni per partecipare al progetto, tradotte in cinque lingue (italiano, inglese, russo, hindi e cinese).
Ad ogni viaggio l’opera è entrata in contatto con un destinatario sempre diverso, il quale, seguendo i 4 step indicati nelle istruzioni, si è dovuto relazionare con l’autoritratto dell’artista affrontando una fase preparativa, curatoriale, creativa, per poi giungere alla fase conclusiva che è terminata con la produzione di una propria immagine e la rispedizione dell’opera al mittente.
Il progetto, che durerà fino alla morte dell’artista, è pensato come un grande autoritratto che si andrà a delineare nel tempo attraverso tutte le immagini fotografiche ricevute e raccolte dall’artista nel suo archivio personale. Ogni fotografia riflette una visione assolutamente unica in quanto è realizzata da ciascun partecipante all’interno del proprio ambiente domestico e può essere considerata una testimonianza del dialogo creativo intercorso tra l’artista e il suo interlocutore.
Ogni due anni verrà realizzata una mostra per documentare lo stato di avanzamento del progetto in cui si potrà vedere esposta la scatola viaggiatrice, il suo contenuto e tutto il materiale fotografico raccolto. Per questo primo appuntamento espositivo le 30 immagini d’archivio sono state stampate a guisa di cartoline, in tiratura limitata a 200 esemplari, e sono allestite all’interno di due espositori in ferro battuto a disposizione dei visitatori che potranno prenderle e portarle via con sé.
In mostra, a corollario delle opere citate, sono esposti anche due lavori su stoffa, “Untitled” e “Whatashiwa”, che fanno parte di altri progetti a cui l’artista sta lavorando e che sono strettamente interconnessi nella riflessione al tema del dialogo e del doppio fuso nell’unità indistinta dell’opera toccate dal progetto Viaggiare Sicuri. Tutte le opere presentate si offrono, quindi, come una riflessione sull’autoritratto, inteso non come rappresentazione esteriore dell’artista, quanto piuttosto come trasfigurazione concettuale della sua poetica in opera.
Il sottrarsi e la negazione della propria riconoscibilità si strutturano in un’attitudine aperta che sposta l’attenzione dall’opera in sé, in quanto oggetto, all’artista come volontà. L’io si «sospende» a favore di un’identità che si definisce nella moltiplicazione, nella condivisione e nella relazione, un’identità che sta in bilico tra fare e non fare, tra esistere e scomparire.
La mostra negli spazi di Vegapunk sarà visibile solamente il 10 luglio 2014 poiché la scatola dovrà ripartire per continuare la programmazione dei viaggi in calendario. Per sottolineare il valore relazionale del progetto, “Viaggiare Sicuri”, con il contributo dell’artista Simona da Pozzo, dall’11 al 18 luglio diventa una “mostra nomade” per i negozi di Via Lazzaro Palazzi, strada nota per essere epicentro della comunità eritrea milanese. Bar, ristoranti africani e piccoli negozietti della strada adotteranno gli espositori con le cartoline da dare ai loro clienti.
  • Gregorio Samsa
  • Gregorio Samsa
  • Gregorio Samsa


Gregorio Samsa - Copyright © 2019