Gregorio Samsa

artist portfolio

The Sound & The Story
Solo Show
Curated by Anna Cestelli Guidi
06 luglio - 03 agosto 2017
AuditoriumArte, One Space/One Sound – 13
Fondazione Musica per Roma
About.
The Sound & The Story exhibition by Gregorio Samsa is the thirteenth appointment of the “One Space/One Sound” project. One Space/One Sound is a periodical exhibition project on sound art designed by Fondazione Musica per Roma for the AuditoriumArte space. The project is aimed at installations that have the sound as their core component, both in relation to space and in relation to the visual image, thus overcoming the traditional separation, now obsolete, between different artistic disciplines. A common feature of this art of sound is the intrinsic relationship between sound, visual experience and architectural / space perception.
La mostra The Sound & The Story di Gregorio Samsa è il tredicesimo appuntamento del progetto “One Space/One Sound”. One Space/One Sound è un progetto espositivo periodico sull’arte del suono concepito da Fondazione Musica per Roma per lo spazio AuditoriumArte. Il progetto è rivolto a installazioni che hanno il suono come loro componente fondamentale, sia per la relazione con lo spazio che per la relazione con l’immagine visiva, scavalcando così la separazione tradizionale, oramai obsoleta, tra discipline artistiche diverse. Tratto comune di quest’arte del suono è proprio l’intrinseca relazione tra suono, l’esperienza visiva e la percezione architettonico e spaziale.
The Sound & the Story
AuditoriumArte. One Space / One Sound – 13
2017 july 06th - august 03th
TSTS-1
The Sound & The Story
text by Anna Cestelli Guidi
Quando si entra in una mostra di Gregorio Samsa la sensazione iniziale è di spaesamento, un po’ come camminare su un terreno incerto. Solo in un secondo momento si riconosce che ciò che viene mostrato come evento realmente accaduto è stato invece manipolato dall’artista che con una raffinata operazione di infiltrazione ne ha impercettibilmente alterato alcuni elementi per modificarne il senso. L’ambiguità così conseguita contraddistingue anche la mostra The Sound & The Story costruita a partire dall’omonimo filmato pubblicitario della casa discografica americana RCA Victor.
Recuperato su YouTube il video sulla produzione del suono diventa in maniera paradossale il pretesto per sviluppare un progetto espositivo sul silenzio: il filmato originale è silenziato, il direttore d’orchestra rimasto solo sembra dirigere una silenziosa musica interiore, e il 33 giri di Gregorio Samsa, apparentemente prodotto dalla RCA nel ’57 ed ora in mostra, è un vinile di solo silenzio, il silenzio di una sala di registrazione vuota.
Attorno ad esso prende forma l’intero progetto espositivo costruito come un gioco di specchi in un continuo rimando delle opere tra sé, tra dentro e fuori, tra realtà e finzione. Gli oggetti esposti sono apparentemente gli stessi che vediamo nel video - il giradischi anni Cinquanta, la luce dello studio di registrazione, il kilim intessuto a mano. Simili ma non gli stessi. Essi rafforzano l’ambiguità di senso che è il tratto estetico dominante della poetica di Gregorio Samsa: non è la verità ciò che interessa l’artista,
ma il verosimile, quella zona ambigua tra realtà e paradosso, la linea d’ombra che sottilmente divide il falso dal vero, “che ha l’aspetto, l’apparenza della verità, e perciò potrebbe anche essere vero, o ritenuto tale e accettato per tale”.
Dunque il 33 giri è vero o falso? Non importa, ciò che importa è la riflessione sull’ascolto che sollecita la narrazione silenziosa di Gregorio Samsa. L’ascolto del silenzio richiede infatti una percezione attiva e attenta, la stessa che è anche necessaria per l’ascolto dell’altro da sé. L’ascolto come premessa necessaria al dialogo con l’altro prende forma nell’enigmatico doppio Autoritratto in legno esposto nella sala interna, ma è soprattutto enfatizzato nel confronto tra il silenzio del disco che suona nel giradischi con il quadro astratto Neron Singing. In apparenza un collage geometrico di sto e colorate, esso è invece la riduzione di volumi e forme di un fotogramma di Nerone dal kolossal Quo Vadis. In questo ritratto il grande dittatore dell’antichità è convertito in cantante. Nel gioco di risonanze in cui ci coinvolge la misteriosa poetica dell’artista notiamo la stessa astrazione geometrica sulle copertine di tutti i vinili verosimilmente prodotti nel filmato. Forse anche esse icone enigmatiche di dittatori? Oramai entrati nella finzione di Gregorio Samsa, possiamo immaginare le loro voci che si amplificano, come aumenta il frastuono della retorica del potere quando diventa violenta e dittatoriale, “full of sound and fury, signifying nothing”.

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