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INTERVISTA AD ALBERTO DAMBRUOSO

23 marzo 2016

 

Alberto Dambruoso, critico e curatore militante, fondatore e animatore dei Martedì Critici a Roma, Milano e Napoli, è stato nel 2015 protagonista di un progetto innovativo di residenze d’artista: i BoCS d’arte, a Cosenza. Gli abbiamo chiesto di parlarcene.

Cosa sono i BoCS e da dove nasce l’iniziativa?

I Bocs d’arte sono un progetto che inizia il 4 luglio 2015 a Cosenza. Sul lungo fiume Crati, in un’area immersa nel verde, ma a ridosso del centro storico, sono stati costruiti 27 box più un centro polifunzionale. Si tratta di casette su due piani, completamente ecosostenibili, di circa 50 metri quadri, perfettamente attrezzate per accogliere gli artisti. Una sorta di casa vacanza per gli artisti! Il progetto nasce per volere del sindaco Mario Occhiuto: si è partiti grazie all’ottenimento di un finanziamento europeo, investito nella progettazione e realizzazione dei box, oltre che per la bonifica e sistemazione dell’area. Il progetto di residenze è invece stato finanziato dal Comune di Cosenza, e in parte anche dalla Provincia.

Parliamo di numeri: quanti artisti, quante opere?

Circa 180 artisti, divisi in 7 edizioni, dal 4 luglio 2015 al 7 gennaio 2016. Le residenze hanno avuto durata media di due settimane, fino al massimo di un mese. Oltre al proprio box, gli artisti avevano a loro disposizione un ristorante, che è diventato anche un luogo di condivisione e scambio: spesso le migliori idee nascono intorno ad un piatto di pasta! Oltre a vitto e alloggio, era anche previsto che gli artisti fossero completamente rimborsati di ogni spesa, compresi i costi dei materiali per la realizzazione delle opere.

Come sono stati scelti gli artisti?

Per gran parte, si tratta di mie conoscenze pregresse, legate all’attività critica, curatoriale, e ai Martedì Critici. La restante parte è stata selezionata da me e dalla mia assistente Annalisa Ferraro secondo i criteri standard di qualità del lavoro e curriculum.

Di questa iniziativa si è parlato in lungo e in largo, e gli è stato conferito anche il premio Smau Napoli 2015. Si aspettava un riscontro di tale portata?

È vero che se n’è parlato moltissimo nella stampa di settore nazionale ed estera. In tutta Europa questo progetto è stato considerato innovativo e se ne è discusso lungamente. E benché sono ovviamente molto contenti di aver vinto questo premio, e di aver avuto tutto questo successo fra gli addetti ai lavori, non posso non lamentare un’assenza delle grandi testate e televisioni nazionali, che hanno ignorato il progetto.

E che reazioni ci sono state nella comunità cosentina? Che tipo di crescita ha portato per la città?

Ogni progetto moderno e innovativo, inserito in un contesto non metropolitano ed internazionale, incontra diffidenze e resistenze. È nella natura delle cose. Tuttavia ho visto queste perplessità lentamente addolcirsi e mitigarsi, soprattutto di fronte al lavoro di quegli artisti che hanno deciso di lavorare nella città e con la città.

Mi può fare qualche esempio di artisti che sono riusciti a coinvolgere la comunità locale?

Ho lasciato gli artisti completamente liberi di lavorare secondo la loro volontà e i loro interessi, anche se ho consigliato loro di lasciarsi guidare anche dal contesto. E molti di loro hanno accolto il mio pensiero, lasciandosi influenzare e guidare dal tessuto culturale, storico, ambientale, sociale e geografico in qui si trovavano. Penso in particolare alle azioni di Alessandro Bulgini in giro per tutta la città, alla performance di Elena Bellantoni, che ha rievocato le memorie del territorio attraverso l’uso di vecchie macchine da scrivere: all’interno di una scuola bombardata nel 1943. O ancora penso al lavoro di Anita Calà, che ha raccolto le ombre di tutti coloro che sono entrati nel suo box, ombre che si sovrappongono e che creano una visione osmotica fra passato e presente, fra presenza ed assenza. E poi penso alla trottola del duo artistico Gregorio Samsa, che hanno coinvolto gli spettatori nel tentativo di far ruotare una trottola sezionata, che non poteva girare, registrando una serie continua di tentativi e fallimenti.

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Federica Lamedica

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Link al sito: https://martebenicult.wordpress.com

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